Perché

Non c’è più il futuro di una volta

L’evoluzione dell’umanità ha generato un tipo di complessità che si complica in accelerazione continua e che spazza via incrostazioni del passato, dando vita, così, a problematiche sempre uniche e diverse. Il futuro è già “qui e ora”, e per la prima volta, nella storia dell’essere umano, le soluzioni “già pensate”, sempre più spesso, non funzionano.

Rimanere “INTERI”

Tutto si trasforma incessantemente. Alcune volte, per brevi instanti, abbiamo l’illusione di controllare le situazioni, il futuro, gli altri, ma sempre più spesso prendiamo coscienza che questo non è possibile.
Infatti sempre più spesso capita che, animati dai migliori propositi, si dia vita a progetti che, una volta attivi, generano effetti indesiderati che nessuno ovviamente desidera.

L’impermanenza che governa la realtà la rende indomabile e l’unica cosa che possiamo fare è imparare a cavalcarla come il surfista fa con un’onda. Egli è in grado di entrare in empatia con le immense e irrefrenabili forze che governano i contesti, interpretarne il SENSO e assecondarle adattando intuitivamente il proprio corpo al susseguire delle condizioni.

Essere creativi non basta più, è indispensabile diventare Creatori di nuove regole, equilibri e visioni del futuro.

È necessario riappropriarsi di quelle capacità che ci permettono di dar forma al futuro che è dentro il flusso di segnali, di accadimenti e trend di tutti i giorni. Così come Michelangelo Buonarroti sosteneva che nel blocco di marmo vedeva già la forma dell’opera d’arte in esso contenuta, anche noi possiamo CREARE il futuro come se fosse la nostra opera d’arte.

Il cervello non basta più

Le nuove scoperte delle neuroscienze, della biologia, della fisica quantistica e delle scienze dell’educazione hanno riconosciuto che il vero cervello è diffuso in tutto il corpo, che è molto più potente della sola nostra dimensione razionale e che le relazioni che noi instauriamo con gli altri, e soprattutto con noi stessi, determinano un impatto molto più profondo ed esteso di quanto siamo abituati a immaginare.


Le forze sottostanti, quasi invisibili, che guidano la realtà spesso ci sfuggono. Per coglierle è necessario riattivare tutte le dimensioni del cervello che con l’incremento degli agi e dei confort abbiamo smesso di utilizzare e anche quelle che, in base alle abitudini, è contro intuitivo utilizzare.

Il Caos indecifrabile che ci frammenta e ci fa sentire in pericolo è, forse, un dono evolutivo, come se la vita ci mettesse di fronte un’opportunità concreta di rinascere con “nuovi occhi”.

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