“Tutto ciò che vuoi è dall’altra parte della paura” – Jack Canfield

 

Cosa vuol dire: “ho imparato a convivere con lo stress”?

Molti di noi confondono l’assuefazione con l’evoluzione. Possiamo, però, accorgerci della differenza sviluppando l’ascolto.

In passato, specialmente sul lavoro, consideravo le situazioni spiacevoli, ricche di ansia, rabbia, frustrazione e paura, come la normalità. Oggi mi accorgo che in quel periodo trascorrevo più tempo “in automatico” che “presente” a me stesso. Decidevo, spesso inconsapevolmente, in base a ciò a cui ero attaccato e a ciò che mi faceva paura e, per questa ragione, ero spesso inefficace. In sintesi, ero quasi esclusivamente in contatto con le mie emozioni, scollegato da tutto il resto e, quindi, non riuscivo a cogliere il senso di ciò che stava accadendo. Mi giudicavo inadeguato e colpevole dei miei limiti, e questa condizione aveva un impatto rilevante nella qualità della mia vita. Rendeva il mio comportamento reattivo, un po’ sopra le righe se non aggressivo. Generava picchi di ansia, rabbia e frustrazione. Nel corpo si manifestava con mal di schiena, ipertensione e insonnia.

Quando compresi che questo tipo di convivenza stava diventando una relazione pericolosa, che mi separava da me stesso e dagli altri e che avrebbe potuto spalancare la strada alla depressione cronica, fortunatamente ebbi un insight di fondamentale importanza. Compresi che non sarei mai riuscito a modificare la realtà secondo le mie aspettative, ma che potevo migliorare la relazionale con ciò che mi procurava stress. Il primo passo fu quello di conferire dignità a ciò che mi procurava disagio. Quando riuscii a riconoscere, e accettare, che ciò che mi feriva era un messaggio denso e complesso sulle mie fragilità che rifiutavo di  “vedere”, e non qualcosa che mi voleva danneggiare a tutti i costi, incominciò il cambiamento. Smisi di fissare la sorgente del disagio, come se potessi controllarla e inibirla, e focalizzai l’attenzione su me stesso, per cogliere la fragilità che essa metteva in luce. Questo tipo di “ascolto profondo” mi permise di entrare in contatto con l’essenza della mia sofferenza e di farmi elaborare soluzioni efficaci per trascendere la soglia.

Questo processo è diventato, per me, un percorso continuativo alla ricerca dei segnali guida essenziali che, in ogni istante della mia giornata, mi permettono di fare un reloading regolare del mio sistema operativo. In questo modo esso si rinnova ad ogni esperienza spiacevole e mi permette di compiere un passo in avanti.

Si tratta di un processo controintuitivo che cambia la visuale da cui siamo abituati ad osservare la realtà. Basti pensare che dal nuovo punto di osservazione le scocciature sono doni e i rompicoglioni maestri 😊

Prima di iniziare un percorso per trasformare lo stress da minaccia a risorsa evolutiva suggerisco di leggere qualcosa a riguardo. Quello che segue è una estrema sintesi che contiene link a contenuti sufficientemente completi e autorevoli per farsi un quadro d’insieme sufficiente sull’argomento.

Hans Selye (1936), grande studioso dello stress, lo ha definito come “condizione aspecifica in cui si trova l’organismo quando deve adattarsi alle esigenze imposte dall’ambiente”, ossia una reazione “automatica” che si manifesta ogni volta che rileviamo una minaccia, una difficoltà o una situazione spiacevole, ovvero gli stressor. Di fronte ad uno stressor tutto il nostro sistema vitale mente-corpo-volontà reagisce secondo un processo di attacco o fuga. Se lo stressor è di gestibile entità, ed ha una durata contenuta, la fase acuta si trasforma in ripresa; gli equilibri consueti riprendono il loro fluire e presto non rimarrà quasi più traccia della brutta avventura ma solo dell’apprendimento da essa ricavato. Se, invece, lo stressor è molto intenso, e si protrae nel tempo, scatta un processo di resistenza simile alla fase acuta e che abitua il sistema al disagio. In questa fase c’è un consumo di risorse psico-fisiche-motivazionali molto elevato e, oltre un certo periodo di tempo, si manifesta l’esaurimento.

Quando ci relazioniamo con lo stress come con un portatore di risorse evolutive e non come qualcosa da sconfiggere il percorso di crescita personale, per quanto impegnativo, non finirà mai.

Sintomi dello stress

Doc. sullo stress  – completa

Doc. sullo stress . breve

OMS – Organizzazione Mondiale per la Salute e la depressione

Agenzia del Farmaco e la depressione

 

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