“Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario” – Steve Jobs

 

Secondo le neuroscienze gli individui più dotati sarebbero coloro che sanno rilevare le più piccole variazioni ambientali e riescono ad adattarvisi efficacemente nel minor tempo possibile. In questo senso i pensieri, ma soprattutto le emozioni e le percezioni corporee svolgerebbero il ruolo di catalizzatori di SENSO tra l’ambiente e l’individuo, connettendoci all’essenza delle esperienze che di attimo in attimo compiamo. Non siamo sempre preparati a usuifruire di queste informazioni in quanto complesse e molto dense, ma quando ci riusciamo la percepiamo come un colpo di genio, un’illuminazione. Questo fenomeno è l’intuizione

Il termine intuizione deriva dal latino intueor, in “dentro” e” tueor” guardare, ovvero guardare dentro. Attraverso l’intuizione il pensiero può accedere ai propri contenuti, ovvero ai principi primi. L’intuizione precede il pensiero logico, essa è l’eco-sistema da cui il pensiero-lineare germoglia, l’intuizione è inclusiva e circolare, non percepisce divisioni ma coglie l’UNO nella sua interezza. Intercetta l’essenza delle cose e ne coglie il senso che le governa. È un ponte tra chi siamo, le nostre migliori possibilità e la complessità che ci circonda.

Ora immaginiamo di essere una persona, oppure un’organizzazione, capace di intuire di momento in momento la decisione più funzionale alla realizzazione del proprio intento. Come se fossimo in grado di connettere continuativamente le tre dimensioni fondamentali della nostra esistenza: il nostro intento autentico, le nostre migliori risorse e talenti e le opportunità innervate in ciò che sta accadendo attorno a noi.

Come ci sentiamo? A quali benefici andremo incontro?
Probabilmente Efficienza, innovazione, efficacia, apprendimento, felicità, benessere. Perché questa situazione ci capita solo raramente? Cosa dovremmo fare o apprendere perché essa diventi una condizione costante della nostra vita?

Anche in questo caso non si tratta di capire o imparare qualcosa ma, bensì, di considerare il nostro potenziale evolutivo utilizzando un punto di vista diverso. Esso non è solo una funzione delle nostre capacità logico-lineari ma, soprattutto, un processo organico, in cui siamo coinvolti con tutto noi stessi, durante il quale integriamo fra loro i segnali e le informazioni generati dalla psiche, dal corpo e dalla volontà.

Noi siamo molto di più dei nostri pensieri.

Per accedere a questo “molto di più”, la sola razionalità non è sufficiente.  Quando vogliamo generare un’intuizione su qualcosa l’invito è quello di sperimentare un’osservazione più profonda, più intima, più consapevole, con tutto noi stessi. Non solo, quindi, attraverso i 5 sensi e il pensiero logico-lineare, ma anche attraverso, i ricordi, le emozioni, i sentimenti e le sensazioni del corpo che l’interazione con la realtà suscita in noi e negli altri.

Coltivare l’intuizione significa, quindi, sviluppare, al contempo, la relazione con se stessi, con ciò che accade e con gli altri. In sintesi un’osservazione profonda, come se fosse 4D, ovvero la dimensione 3D spazio-tempo-logico lineare più la dimensione del “Sentire”.

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