“Coloro che non possono cambiare idea non posso cambiare niente” – George Bernard Shaw

 

Io non dispongo di una formula magica per generare evoluzioni perfette, però so che non possiamo cambiare la nostra condizione se non cambiamo la visione che ci ha ispirato nel generarla. Noi possiamo scegliere, quindi, se continuare a mantenere una visione alla vita ego-centrica, quindi auto-riferita, in cui la realtà è “con me” o “contro di me”, dove è indispensabile modificare “l’altro” perché io mi senta bene, oppure cambiarla in una visione eco-centrica in cui tutto è interconnesso, dove noi siamo con-causa degli effetti desiderati e di quelli indesiderati, e dove il cambiamento del contesto è una funzione del cambiamento che generiamo in noi stessi. Perché non dovrebbe essere così?

Da questo nuovo “posto” possiamo farci le domande diverse che possono generare approcci diversi alla vita, per es. la domanda: “come posso cambiare quella persona o quella cosa che mi minaccia” si trasforma in: “come posso cambiare me stesso perché tutto possa cambiare in meglio”. Non si tratta di snaturare la nostra identità, al contrario, di stimolarla attraverso una visione di noi stessi più ampia e potente. Cambiare approccio non significa cambiare il nostro intento autentico. L’approccio è uno strumento guidato dall’intento, esso può evolversi trasformandosi per permettere al proprio Sè di manifestarsi e, quindi di cambiare il mondo. Più è forte la connessione tra i due e maggiore sarà l’effetto che imprimeremo nella realtà. (pensiamo a Gandhi, Gesù, Buddha, Nelson Mandela, Maometto, che le organizzazioni Google, Apple, Facebook, Amazon)

Allora l’invito è quello di “scoprire” chi siamo noi senza i nostri limiti, ovvero quei filtri e quelle soglie frutto della nostra infanzia, educazione, sistema di credenze acquisite. In questo senso mi piace citare una frase del famoso pittore Vincent Van Gogh: “Faccio sempre ciò che non so fare per imparare come va fatto”. Accogliendo questa possibilità tutto potrebbe sorprenderci. Potremo dar vita a una nuova specie di obiettivi, pensieri, e quindi di parole, azioni, comportamenti e risultati. In sintesi ad una nuova specie di futuro.

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